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Il lavoro di manutenzione prende in genere poco tempo e l’hobbista lo esegue spesso durante il lavoro, quando constata che qualcosa non funziona. Tuttavia, sarebbe bene passare di tanto in tanto in rivista gli utensili del laboratorio per ripararli, se necessario. Paradossalmente, gli utensili si rovinano quando non si utilizzano: i ferri arrugginiscono in una cantina o in un garage umido, osi smussano se dimenticati nel fondo di un sacco o di una cassetta per gli attrezzi; il manico marcisce o viene attaccato dagli insetti xilofagi, ecc. Per evitare un’usura prema
tura, non dimenticherete di prendere delle precauzioni supplementari. Prima di tutto, non usate un utensile per un impiego che non è il suo, per esempio un cacciavite o uno scalpello per sverniciare, un paio di tenaglie per colpire un chiodo, una lima come leva per sollevare un carico… Quindi, abbiate cura di lubrificare leggermente i ferri prima di riporre gli utensili in un armadio, su una rastrelliera o in una custodia, e mai alla rinfusa in un cartone o in una cassa.
Martelli
Devono essere sempre tenuti puliti e la loro bocca deve essere esente da rigature o irregolarità. Quando esponete l’utensile a prodotti diversi (in particolare la colla), pulitelo poi con cura. Infatti, una bocca di martello pulita rischia meno di scivolare. Quando osservate delle piccole irregolarità, passatela con la tela smeriglio. Verificate in particolare il manico dei martelli, almeno per gli utensili con manico in legno. Se notate del gioco, tenete il martello verticale con il manico in basso, e colpite su una superficie solida. Per rinforzarlo, potrete utilizzare dei piccoli cunei di legno duro da inserire tra il manico e la massa battente (esistono anche cunei metallici speciali per bloccare il manico degli utensili). Quando il manico è rovinato, deve essere sostituito; utilizzate un nuovo manico che abbia esattamente la stessa lunghezza (calcolata in funzione del peso del massello). A volte è difficile togliere il manico, per cui la cosa più semplice consiste nel tagliarlo sotto il massello e nel togliere il moncone bloccando la massa battente nella morsa. Per rimettere a posto il nuovo manico, è spesso necessario adattarlo al foro mediante una raspa e la carta vetrata. Con la sega a dorso, eseguite due intagli nell’estremità per poter fare penetrare i cunei di bloccaggio.
Cacciavite
I modelli a lama piatta finiscono per rovinarsi, anche se il loro metallo è molto duro. Occorre ripristinarli, per evitare di rovinare gli intagli delle viti. Mettete l’utensile con la lama in alto in una morsa e rettificate con una lima fine. Inoltre, non dimenticate di lubrificare i cacciavite va e vieni il cui meccanismo potrebbe bloccarsi.
Lime
Le lime per metalli sono degli utensili di precisione; di conseguenza, se delle particelle metalliche si incastrano tra i denti (la lima in questo caso è detta “impastata”), l’utensile diviene rapidamente inservibile. La pulitura si effettua mediante una carda per lima, cioè di una spazzola con montatura in legno provvista di fili di acciaio molto duri e fini, che va passata nel senso delle scanalature. Questa operazione è facile per i ferri a taglio semplice, mentre quando è doppio occorre passare più volte la carda nei due sensi. Per pulire una lima rotonda, tenete l’utensile con una mano e la carda con l’altra. Alcuni produttori propongono delle carde distinte (a fili o a lame) per la pulitura delle lime dolci e semi dolci e per quella delle lime bastarde.
Per quanto riguarda i manici, ne troverete di classici in legno (legno duro verniciato e ghiera di acciaio).
Raschietti
Il raschietto triangolare presenta una lama in acciaio temprato affilata, come del resto i vari raschietti a losanga o ogivali. Questo utensile è generalmente sottoposto a degli sforzi notevoli, quando si sverniciano i piani o si allargano le fessure nei muri. Per conservare la sua efficacia, occorre però che i suoi bordi rimangano taglienti. Dopo ogni utilizzo, pulite l’utensile, spesso utilizzato per dei lavori che richiedono l’uso di prodotti vari, per cui il suo metallo può essere attaccato da agenti chimici. La manutenzione del ferro consiste nel passare la lama su una pietra al carborundum prima da un lato, inclinando l’utensile, e poi dall’altro sul bordo della pietra.
Surform
Le pialle lime Surform Stanley consentono di sagomare rapidamente ed efficacemente i materiali più svariati (legno, metalli, multistrato, truciolato, gesso, stucco per carrozzeria). Le lame presentano una serie di punte più o meno fini che si intasano rapidamente su alcuni di questi materiali, ed è quindi necessario pulirle periodicamente, anche quando lavorate. Smontate la lama (trattenuta da una vite sotto il manico) e, per togliere le particelle che otturano i fori, datele semplicemente qualche colpetto su una superficie solida. Utilizzate anche una carda con fili di acciaio, come per le lime.
Pialla e suoi ferri
La pialla è un utensile di precisione, che va riposto al riparo dall’umidità. La manutenzione riguarda soprattutto l’affilatura. Potrebbe anche essere necessario rettificare il ferro con la mola quando è sbrecciato. Occorre anche applicare olio sui filetti delle viti di regolazione delle pialle metalliche. Prima di qualsiasi utilizzo, dovrete verificare la regolazione dello strumento. Inoltre, può essere necessario ripassare la suola metallica che deve rimanere perfettamente liscia, sfregando con una mistura di sabbia fine e olio di macchina o con della lana d’acciaio.
Pulizia e manutenzione di pennelli e rulli
I pennelli e i rulli sono particolarmente delicati: se sono tenuti male, le setole possono deformarsi o incrostarsi e il materiale sintetico di cui sono fatti i rulli può deteriorarsi o sporcarsi.
Se interrompete la verniciatura per un’ora o due, potrete semplicemente lasciare il pennello nell’acqua (sia che si tratti di smalto all’acqua che sintetico): occorre tuttavia appenderlo con un filo di ferro inserito nei foro del manico, affinché le setole non si deformino e asciugare le setole con un giornale quando riprendete la verniciatura.
Per una notte intera, è meglio avvolgere i pennelli in un panno umido, quindi metterli in un sacco di plastica chiuso ermeticamente con del nastro adesivo.
Procedete allo stesso modo per i rulli.
Manutenzione dei pennelli
Nell’intingere il pennello nel barattolo, evitate di impregnare le setole oltre la metà della loro lunghezza. Dopo l’utilizzo, eliminate al massimo la vernice rimasta sul pennello utilizzando una lama smussata.
Se avete utilizzato una vernice all’acqua, dovete agire abbastanza rapidamente, perchè questa vernice polimerizza in breve tempo; pertanto passate il pennello sotto il rubinetto, quindi pulitelo a fondo con acqua calda e un po’ di detersivo, prima di risciacquare e lasciare essiccare (appendendolo, se c’è un foro nel manico).
Se avete utilizzato uno smalto o una vernice non solubile nell’acqua, mettete il pennello nel solvente, dopo avere eliminato più vernice possibile con una rada. Pulite al massimo, sfregando le setole con un panno. Quindi, immergete il pennello nell’acqua piuttosto calda con un detersivo neutro. Pulite a fondo prima di risciacquare con acqua corrente. Una volta terminati i lavori di verniciatura, potete riporre i pennelli avvolgendoli in carta da giornale, premendo prima le setole su un panno per ammorbidirle e togliere l’umidità; lisciatele e avvolgetele in vari strati di giornale, che terrete fermi mediante un elastico di gomma. Non avvolgete mai i pennelli nella plastica, se non per poco tempo, perché la condensa li deteriora rapidamente e fa arrugginire la ghiera. È spesso difficile eliminare completamente i pigmenti di colore nello spessore delle setole; ecco perché è prudente riservare dei pennelli speciali per il bianco, o anche per i colori chiari.
Manutenzione dei rulli
La pulizia approfondita di un rullo è piuttosto delicata. Iniziate anche in questo caso togliendo l’eccesso di vernice rimasta sul rullo con una lama smussata o un listello di legno, proteggendo il pavimento con dei giornali. Procedete quindi ad una prima pulitura, con acqua corrente o acquaragia, secondo il tipo di colore utilizzato. Pulite quindi a fondo, con acqua tiepida e sapone, prima di risciacquare abbondantemente e di lasciare asciugare. È consigliabile smontare il manico per facilitare l’operazione (i rulli con setole lunghe sono difficili da risciacquare come si deve).
Per riporli definitivamente, mettete i rulli di fibre sintetiche in un sacchetto di plastica, mentre i manicotti in fibre naturali devono essere avvolti in carta da giornale.
Manutenzione punte
Le punte presentano una manutenzione piuttosto facile: dovrete aver cura di asciugarle e di sistemarle nella loro scatola, dove saranno al riparo e dove le ritroverete facilmente quando ne avrete bisogno.
Per evitare di danneggiarle, dovete soprattutto evitare di forzarle, disassandole durante la rotazione per rettificare la direzione di una foratura (rischiano anche di rompersi). Inoltre, non dovete utilizzarle per usi non previsti, per esempio una punta per legno per praticare dei fori in un muro.
Forando certi materiali, le scanalature delle punte possono incrostarsi: occorre allora pulirle mediante un punteruolo o sfregando con lana d’acciaio.
L’affilatura è piuttosto difficile, ma numerose punte sono molto resistenti e si usurano lentamente, soprattutto se sono utilizzate occasionalmente dagli hobbisti.
Tuttavia, potrete affilarle utilizzando un affilatore, che è disponibile in modelli manuali o da adattare su trapano. Il loro utilizzo è semplice, perché basta inserirvi la punta.
Al contrario, le punte piatte per legno si affilano con la lima triangolare. Si tengono verticali e si lima rispettando l’angolo originale.
Si affilano anche a mano le punte elicoidali dei girabecchini. Utilizzate la lima triangolare limando secondo l’angolo originale, affilando l’interno ma non l’esterno, perché la punta risulterebbe disassata. In generale, qualche colpo di lima piuttosto leggero è sufficiente per ridare l’efficacia originale ad una mecchia, non insistete troppo, perché rischiereste di rovinarla.
Truschino
Questo strumento di tracciatura deve essere riposto in un luogo a sé stante. Non mettetelo nella cassetta degli attrezzi né in un luogo umido, perché il legno potrebbe rovinarsi o deformarsi.
Per eseguire dei tracciati molto precisi, occorre affilare regolarmente la punta. Utilizzate una lima fine, inclinandola leggermente per sagomare la punta. I truschini sono generalmente di legno di sorbo, che è particolarmente duro. Per proteggerlo e facilitare lo scorrimento, applicate della paraffina (o cera) su tutte le parti. Potrete quindi sfregare leggermente con un panno morbido.
Lubrificazione
Le materie grasse consentono di tenere in perfetto stato di funzionamento tutti gli utensili che prevedono delle parti mobili, ma anche di proteggere i metalli ferrosi dall’ossidazione.
Occorre applicare l’olio nel meccanismo dei cacciavite automatici per evitare che si blocchino. Dovrete anche oliare l’articolazione delle tenaglie, delle pinze, delle chiavi a rullino, delle forbici, delle cesoie per metalli, delle forbici da giardinaggio. non dimenticando di lubrificare l’asta metallica filettata delle morse e dei morsetti. Alcuni utensili richiedono un’oliatura particolarmente accurata: è il caso dei girabecchini o dei trapani manuali.
Per tutti i meccanismi, utilizzerete un olio per macchina (olio fine) che presenta un grande potere di penetrazione, per cui saranno sufficienti alcune gocce per proteggere gli ingranaggi complessi (l’olio si stende da solo), oppure uno dei diversi prodotti appositi in commercio. Tutti gli utensili in metalli ferrosi non inossidabili devono essere protetti prima di essere riposti. Avrete cura in particolare delle lame delle seghe, dei ferri delle pialle, degli scalpelli, dei bedani e delle spatole. La protezione migliore consiste nel passare uno strato sottile di grasso consistente (venduto in scatole o in cartucce per gli appositi applicatori.











