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Hai mai camminato su un pavimento in cotto e pensato che con un po’ di attenzione potrebbe tornare a splendere come una volta? Il cotto racconta storie: piastre antiche, macchie di vita quotidiana, piccoli segni del tempo. Carteggiare il cotto non è solo una questione estetica, è un atto di cura. Ma quali attrezzi servono per farlo bene senza rovinare le lastre? Questa guida ti accompagna passo dopo passo, svelando strumenti, tecniche e consigli pratici per lavori fai da te che danno risultati professionali.
Perché il cotto richiede attrezzi specifici
Il cotto non è marmo né granito; è una ceramica porosa, più tenera e sensibile a stress meccanici e idrici. Se provi a usare gli stessi dischi abrasivi o le stesse tecniche pensate per la pietra naturale rischi di creare avvallamenti, striature o di aprire troppo i pori della superficie. Hai presente quando usi una levigatrice troppo aggressiva su una tavola di legno e ti ritrovi con solchi? Con il cotto l’effetto può essere ancora più evidente. Per questo motivo gli attrezzi giusti servono a distribuire la pressione in modo uniforme, a scegliere la giusta granulometria e a lavorare progressivamente, dal grosso al fine.
Un buon attrezzo non è solo potente: deve essere controllabile. Una macchina eccessivamente pesante o con moto rotatorio puro può fare danni se non la domini. E non dimentichiamo la polvere: carteggiare cotto produce molta polvere sottile che va aspirata o contenuta, sia per la salubrità dell’ambiente che per non sporcare gli interstizi. Quindi oltre alla levigatrice corretta, servono aspiratori, protezioni e materiali abrasivi specifici.
Levigatrici: orbitale, rotorbitale e delta – quale scegliere?
La scelta della levigatrice è forse la decisione più importante. Per superfici ampie la levigatrice orbitale o rotorbitale è la preferita: lavora uniformemente evitando i tipici segni circolari che possono comparire con macchine rotative. Con una rotorbitale hai il vantaggio di un’azione combinata, oscillante e rotatoria, che stacca il materiale più efficacemente mantenendo la superficie liscia. Questo tipo di macchina è ideale per pavimenti di cucina e sale dove vuoi rimuovere irregolarità leggere o attenuare graffi superficiali.
Per gli angoli e i punti difficili una levigatrice a delta è insostituibile. La sua punta triangolare raggiunge gli spigoli e le fughe vicino ai battiscopa meglio di una orbitale. Non pensare che sia un accessorio secondario: spesso la buona riuscita del lavoro si gioca proprio nei dettagli, e con una delta ben gestita porti il risultato a un livello superiore.
Le macchine professionali per cotto possono essere più robuste e avere sistemi di aspirazione integrati. Se lavori su superfici molto grandi o devi rimuovere molte imperfezioni, considera una levigatrice con controllo elettronico della velocità e un buon sistema di bilanciamento per ridurre vibrazioni. Per il fai da te, una rotorbitale rientra spesso nel miglior compromesso tra qualità e prezzo.
Ultimo aggiornamento 2025-12-30 / Link di affiliazione / Immagini da Amazon Product Advertising API
Abrasivi e granulometrie: come scegliere carta e dischi
La selezione degli abrasivi è una danza di grane: si parte grosso e si finisce fine. Per il cotto si usano solitamente abrasivi con granulometrie che partono intorno a 80 per lavori di livellamento e rimozione, passano per 120-150 per la fase intermedia e arrivano a 180-220 per la finitura. Perché questa progressione? Perché saltare grane rischia di lasciare segni che la fase successiva non riesce a eliminare; la regola d’oro è avanzare per grane progressive fino a quando la superficie non risulta uniforme al tatto.
Per il materiale degli abrasivi, l’allumina (ossido di alluminio) è molto usata per cotto: offre un buon equilibrio tra durata e aggressività. Il carburo di silicio è più aggressivo, indicato per superfici assai dure, ma può risultare eccessivo se usato in modo scorretto sul cotto più tenero. I dischi velcrati permettono cambi rapidi di grana e sono comodi su levigatrici con piastra di supporto. Per lavori manuali, le carte in fogli o i panni abrasivi flessibili sono utili per adattarsi alle curve e ai bordi.
Un accorgimento spesso trascurato è lo spessore del supporto abrasivo: un backing troppo rigido su un piano leggermente irregolare provoca punti di contatto e lascia impronte. Meglio un backing leggermente flessibile che segua la conformazione del cotto senza concentrare la pressione.
Attrezzi manuali e accessori indispensabili
Il lavoro a macchina non esaurisce il lavoro: gli attrezzi manuali fanno la differenza nei dettagli. Un blocchetto di levigatura è semplice ma efficace: avvolgi la carta abrasiva attorno al blocchetto e lavori i bordi, le soglie e le parti dove la macchina non entra. Per le fughe più profonde, piccoli raschietti e spatole possono eliminare residui prima di carteggiare. La levigatrice a mano tipo carta vetrata con manico è utile per aree delicate e per rimuovere macchie ostinate senza compromettere il contorno delle piastrelle.
L’aspiratore per polvere non è un optional: collegato alla levigatrice riduce la polvere in sospensione, migliora la visibilità del lavoro e preserva la salute. Guanti robusti, occhiali protettivi e una maschera con certificazione FFP2 sono necessari, perché la polvere da cotto è fine e può irritare le vie respiratorie. Un telefono, certo non per chiamate durante il lavoro, ma per scattare foto di confronto prima e dopo: non sottovalutare il valore di vedere l’evoluzione del pavimento, ti aiuta a capire quando sei arrivato al risultato desiderato.
Tecnica passo passo per carteggiare il cotto senza errori
Inizia sempre con una prova su una piastrella di scarto o in un angolo nascosto. Ti eviterà brutte sorprese e ti darà confidenza con la macchina e la giusta velocità. Pulisci bene la superficie: polvere, sabbia e residui minerali possono graffiare mentre lavori se non rimossi. Blocca l’ambiente intorno con panni e nastri per limitare la dispersione della polvere.
Posiziona la levigatrice con una carta a grana media e mantieni un movimento costante. Non fermarti troppo a lungo nello stesso punto: il calore e la pressione concentrata possono creare avvallamenti o frammentare i bordi della piastrella. Muovi la macchina seguendo linee sovrapposte regolari, come se stessi dipingendo con tratti sovrapposti, e osserva spesso l’effetto al tatto. Dopo la fase con grana grossa passa progressivamente alle grane più fini, verificando sempre il risultato. Quando lavori vicino ai bordi, passa alla levigatrice a delta o al blocchetto manuale per non rovinare gli spigoli.
Se incontri macchie profonde o accumuli di sporco che non vanno via con la levigatura, valuta l’uso di detergenti specifici o un leggero passaggio con una spazzola a setole dure prima di riprendere con gli abrasivi. Ricorda che la levigatura apre i pori del cotto: è normale che dopo la carteggiatura la superficie appaia più opaca o più chiara. Non preoccuparti, la sigillatura finale ristabilirà la tinta e proteggerà il materiale.
La sigillatura è cruciale. Esistono sigillanti a base di acqua e a base solvente; i primi sono più semplici da usare e meno odorosi, i secondi possono offrire una protezione più duratura ma richiedono ventilazione. Applica il sigillante seguendo le indicazioni del produttore e, se possibile, fai una seconda mano leggera dopo che la prima è asciutta. Il sigillante chiude i pori e impedisce alle macchie future di penetrare troppo in profondità.
Errori comuni e come evitarli
Il primo errore è usare una levigatrice troppo aggressiva o non adattare la grana alle esigenze della superficie. Molte persone pensano che accelerare il processo con dischi troppo grossi faccia risparmiare tempo; in realtà il tempo perso a correggere avvallamenti e segni è molto maggiore. Un altro errore frequente è non aspirare la polvere: oltre al problema igienico, la polvere tra abrasivo e cotto aumenta l’abrasione incontrollata.
Sbagliare la direzione dei movimenti può lasciare segni visibili; lavorare in modo sistematico e sovrapposto è la cura principale. Anche la troppa fiducia nei prodotti “universali” porta a delusioni: i kit per marmo o granito possono non essere ideali per cotto. Infine, sottovalutare la fase di prova su un’area nascosta può costare caro: non rinunciare a testare prima di procedere su tutta la superficie.
Manutenzione e finitura: sigillatura e cura post-carteggiatura
Dopo la carteggiatura e la sigillatura, è importante stabilire una routine di manutenzione. Pochi gesti regolari allungano la vita del pavimento e mantengono l’aspetto curato. Usa detergenti neutri e evita prodotti acidi o abrasivi aggressivi che possono intaccare il sigillante. Un panno morbido e acqua tiepida sono spesso sufficienti per la pulizia quotidiana. Per le macchie ostinate agisci subito: tanto più a lungo rimane, tanto più difficile sarà rimuoverla.
Ogni pochi anni, a seconda del traffico, potrebbe essere necessario riapplicare il sigillante. Un controllo tattile e visivo aiuterà a capire quando si è perso lo strato protettivo: se l’acqua non fa più effetto perla ma viene assorbita, è tempo di intervenire. Se hai aree molto usurate, una carteggiatura locale mirata con i giusti abrasivi può ripristinare la superficie senza dover rifare tutto il pavimento.
Ricorda che il cotto valorizza la cura costante: piccole attenzioni evitano restauri più invasivi. E poi, diciamolo, lavorare su un pavimento che torna a respirare dà soddisfazioni che paghi con una sola parola: risultato.
Prezzi degli attrezzi per carteggiare il cotto
Se ti stai chiedendo quanto spenderai per attrezzare il tuo progetto, ecco un quadro realistico in euro per orientarti. Una levigatrice orbitale di buona qualità per uso hobbistico si trova di solito tra 70 e 180 euro, mentre una rotorbitale più performante per lavori più estesi oscilla tra 100 e 400 euro per i modelli semiprofessionali. Le levigatrici delta, utili per angoli e dettagli, partono spesso da 40 euro e possono arrivare fino a 150 euro per le versioni con migliori accessori e motori più potenti. I blocchetti di levigatura manuali costano poco, normalmente tra 5 e 30 euro a seconda del materiale e delle dimensioni.
La carta abrasiva e i dischi abrasivi variano in base alla qualità e alla quantità: un set di dischi velcrati assortiti per passare dalle grane grosse a quelle fini può costare dai 15 ai 60 euro. Le carte in fogli o i panni abrasivi per lavori manuali sono generalmente tra 5 e 25 euro per pacco. Un aspiratore per polvere domestico adatto a raccogliere gran parte della polvere prodotta può costare tra 80 e 250 euro; se vuoi un modello professionale con certificazioni e maggiore capacità, il prezzo sale tra 300 e 600 euro.
Tra gli accessori, backing pad, supporti velcro, set di dischi, adattatori e ricambi possono incidere: prevedi un budget aggiuntivo di 20-100 euro per avere ricambi e accessori utili. Gli DPI indispensabili, come maschera FFP2, occhiali e guanti, si aggirano su 2-10 euro per una maschera, 5-30 euro per occhiali professionali e 5-20 euro per guanti robusti. Se non vuoi comprare, considera il noleggio: il costo di noleggio per una levigatrice professionale può variare dai 30 ai 70 euro al giorno, utile se il lavoro è occasionale.
In sintesi, per un prodotto fai da te completo che ti permetta di carteggiare un pavimento in cotto con buon margine di qualità budget e sicurezza, puoi preventivare una spesa che va da circa 200 euro per attrezzatura base fino a oltre 800 euro se scegli macchine professionali, aspirazione avanzata e consumabili di alta gamma. Ovviamente molto dipende dalla dimensione del lavoro, dalla frequenza d’uso e dalla qualità che desideri ottenere. Buona regia del progetto, e ricorda: meglio un attrezzo giusto oggi che una correzione lunga domani.
Ultimo aggiornamento 2026-01-02 / Link di affiliazione / Immagini da Amazon Product Advertising API
